Case popolari: prefabbricate, eco e low cost

14 Gennaio 2013

Dite addio ai vecchi casermoni-alveare che imbruttiscono le periferie delle città. Le case popolari vecchio stile, informi e anonime, lasceranno spazio anche in Italia a nuove case sociali con standard ambientali e architettonici più elevati.

Si tratta del fenomeno del social housing – edilizia residenziale pubblica – a basso costo ma con un occhio particolare rivolto all’ambiente e all’estetica del centro abitato.

E’ una tendenza nata in Nord Europa che mira a trasformare la casa prefabbricata, finora considerata un’abitazione precaria e provvisoria, in una residenza stabile, duratura e sostenibile.

Le nuove eco case saranno costruite in legno oppure in materiali misti con acciaio, cemento leggero, lane artificiali o animali, da realizzare in tempi assai più brevi di quelli normali e con costi ridotti (1050 euro, costo di costruzione al metro quadro).

Questi vantaggi garantiranno affitti e prezzi di vendita più bassi: facendo un esempio, per una casa di 70-80 metri quadrati il canone mensile si aggirerà intorno ai 500 euro e il prezzo di vendita potrà variare da 2.500-2.700 euro al metro quadro fino a un massimo di 3.000-3.200.

Si tratta di livelli accessibili che mirano a favorire una fascia sociale che comprende giovani coppie, famiglie monoreddito, disoccupati, precari, studenti fuori sede, genitori separati, e disabili.

I pregi di queste abitazioni, inoltre, si valutano anche in termini di sostenibilità energetica: grazie alle proprietà di isolamento del legno, infatti, le eco case abbattono di circa la metà il consumo di gasolio per il riscaldamento. Se normalmente il fabbisogno è di 15 litri per metro quadro, nelle “nuove abitazioni sociali” si riduce a soli 7 litri.

Inoltre, i pannelli eco compatibili costitutivi sono sottili e consentono di aumentare le volomutrie fino al 10%. E infine, l’utilizzo del legno – accompagnato naturalmente da una programmazione del rimboschimento – offre una maggiore flessibilità architettonica, perché si adatta alle diverse tipologie edilizie.

Arginati anche i problemi di resistenza anti-sismica e di prevenzione anti-incendio: i prefabbricati in legno o materiali misti sono più elastici, assorbono meglio degli edifici tradizionali le scosse di terremoto e, opportunamente trattati con vernici ignifughe, resistono perfino all’assalto del fuoco.

Questa tendenza green si sta diffondendo in tutta Europa, passando da Londra, a Berlino fino a raggiungere il Trentino Alto Adige, Milano e Roma. In Italia, le eco case verranno realizzate grazie a cofinanziamenti pubblici/privati. Il piano casa del 2009 ha attivato un sistema di fondi immobiliari che investirà nel progetto 6 miliardi di euro nei prossimi 4 anni.

In Lombardia e Veneto, la Cassa depositi e prestiti ha già assicurato la sua disponibilità a investire 118 milioni di euro in due programmi che prevedono una spesa complessiva di 295 milioni di euro. E lo stesso istituto finanzierà con 25 milioni anche il progetto “Parma Social House” che comprende un mix di 852 alloggi, di cui 252 in locazione a canone sostenibile, 420 in vendita diretta e 180 in locazione a canone convenzionato con riscatto all’ottavo anno (investimento complessivo, 140 milioni e realizzazione entro il 2012).

Fonte: http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/case-popolari-prefabbricate-eco-low-cost.html

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