Fotovoltaico: l’Italia può diventare leader se investe nella ricerca

21 Novembre 2012

«Adesso rielaboriamo una nuova strategia energetica nazionale. Stiamo lavorando a incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, bisogna fare in modo che ci siacertezza pluriennale per coloro che la vogliono produrre, ma anche certezza per le imprese che la consumano e che in Italia pagano più dei concorrenti stranieri». Sono queste le ultime dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo EconomicoPaolo Romani sul futuro energeticodel paese a seguito delle consultazioni referendarie dello scorso giugno.

Dunque, il governo sembra aver recepito le richieste delle associazioni di settore che da tempo invocano a gran voce una revisione del Quarto Conto Energia.

In questa situazione, ancora provvisoria, Virgilio Go Green ha contattato Thomas Brown, ricercatore e docente di Elettronica Organica e Biologica presso il Polo Solare Organico dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” nato con i finanziamenti dellaRegione Lazio, per approfondire l’argomento.

È innegabile che in questo momento, nonostante ilfotovoltaico pesi poco sulla produzione e sulconsumo energetico nazionale, «la sua crescita negli ultimi anni sia stata molto forte, con tassi medi annui di circa il 30%». Certo, la situazione è legata al sistema di incentivazione nazionale, tuttavia «è prevedibile che tale crescita continui e, anzi, i numeri aumentino nei prossimi anni». Questo anche perché la tecnologia sta avanzando, ad esempio, negli ultimi cinque anni il costo deipannelli fotovoltaici convenzionali in silicio si è molto ridotto.

Il futuro di questa tecnologia è sicuramente vario proprio a causa della grande crescita prevista nel mercato. «Si stanno sviluppando e facendo largo nel mercato le nuove tecnologie a film sottile. C’è da considerare anche la loro diversità in base alle applicazioni che possono avere: per esempio, sono molto diverse le tecnologie FV adatte a ai sistemi su grande scala, rispetto a quelle distribuite su piccola scala, superfici curve, applicazioni portatili o per il building integrated».

Tra l’altro, vista l’esplosione di nuovi produttori e tecnologie comincia a diventare importante la questione delle certificazioni. Di recente, infatti, IFI (Comitato industrie fotovoltaiche italiane), e l’organismo internazionale di certificazione KIWA hanno definito le linee guida per il riconoscimento della qualifica Made in Europe dei moduli fotovoltaici; «le certificazioni sui pannelli – in termini di parametri come i watt picco prodotti, l’efficienza di conversione, ecc. – sono importanti per far sì che l’acquirente possa scegliere con fiducia il tipo di pannello o anche tecnologia più adatta per i suoi scopi e budget».

Ma il vero punto cruciale per rendere l’Italia uno dei leader del settore è il continuo investimento inricerca e sviluppo. Molte università e centri di ricerca stanno entrando in questo campo, così come i privati: negli ultimi anni infatti sono nate diverse realtà di produzione di pannelli in silicio convenzionale e alcune altre per lo sviluppo di film sottili. Di certo, «con nazioni come la Cinadiventa difficile competere sui prezzi delle tecnologie convenzionali. È per questo che puntare sulla ricerca e sviluppo diventa ancora più importante e, vista anche la grande crescita che si avrà nel PV, l’investimento dovrà essere continuo in modo che l’Italia possa beneficiare a livello tecnologico/commerciale di tale opportunità».

Si può anche decidere di non investire solo sulla produzione e messa sul mercato di un prodotto finito, ci si può anche specializzare nello sviluppo di una tecnologia da esportare, attraverso ad esempio illicensing di intellectual property. «Sicuramente bisogna trovare modi intelligenti per incentivare la produzione e la ricerca e sviluppo, sia a livello universitario che privato, in modo da far diventare l’Italia un leader, non solo nell’installazione, ma anche nella fabbricazione di moduli e pannelli fotovoltaici ed elettronica di controllo. Inoltre, ci saranno rewards enormi anche per chi sviluppa metodi efficienti e cost-effective per l’accumulotrasporto gestione della potenza prodotta dal fotovoltaico oltre che per la fabbricazioni di moduli: sviluppati insieme possono spingere il fotovoltaico a diventare una sorgente massiccia di energia (in un paese dove c’è Sole) oltre che fornire quel competitiveadvantage a chi le sviluppa».

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