Milano: inaugurata ‘La Corte Verde di Corso Como’

21 Ottobre 2013

h_36050_01Con un open-weekend è stata inaugurata lo scorso fine settimana a Milano ‘La Corte Verde di Corso Como’. Il nuovo complesso residenziale nell’area di Porta Nuova, promosso da Hines Italia e progettato da Cino Zucchi Architetti, rappresenta un tassello piccolo, ma importante nella metamorfosi urbana in uno dei poli più importanti della nuova Milano.

La sua posizione lo rende infatti un elemento di transizione tra i nuovi volumi alti a nord e il tessuto urbano esistente a sud. La dimensione trasversale del lotto e la sua forma trapezia rendevano difficile il ripristino di un’edificazione a cortina lungo tutto il perimetro. Si è, quindi, scelto di collocare i volumi edilizi sul lato est affacciato sull’ampia e verde via Viganò, mentre il lato ovest su via Rosales è definito da un basso muro che delimita il giardino e da una tettoia che protegge l’ingresso carrabile ai parcheggi sotterranei e la loro scala di accesso.

Due altri volumi edilizi progettati da CZA per un altro proprietario completeranno il margine sud dell’area, dando vita a un isolato “poroso”, costituito da edifici di diversa altezza e raccolto intorno al grande giardino centrale. Un’inflessione planimetrica del volume più alto a nord raccorda via Viganò con la scalinata che dà accesso alla nuova piazza circolare abbracciata dal complesso edilizio della Torre Unicredit; il volume più basso a sud dialoga con le case esistenti sull’altro lato di via Viganò, delle quali riprende altezza e allineamento sulla strada.

L’ingresso al nuovo complesso residenziale avviene secondo una doppia modalità: due androni su via Viganò creano lunghe viste dalla strada verso il giardino e danno accesso ai grandi atri vetrati e ai blocchi della circolazione verticale; una guardiola sull’angolo nord-ovest si protende dal volume edilizio principale abbracciando il giardino e creando un percorso coperto che lo borda.
Il due lati dell’edificio presentano caratteri architettonici fortemente differenziati in relazione agli ambienti interni e alla posizione nella città e all’orientamento solare. Il fronte est su via Viganò, sul quale si trovano le camere da letto, i blocchi scala e i bagni, è caratterizzato da un profilo mistilineo in pianta che alterna estroflessioni nella forma del “bow-window” e alte pile di finestre a tutta altezza; il lato ovest, dove le zone di soggiorno danno su grandi terrazzi continui, crea un lungo diaframma dall’andamento spezzato affacciato verso il giardino. Ai piani alti, il profilo gradonato verso l’interno crea dei grandi giardini pensili ai piani superiori contraddistinti da appartamenti su doppia altezza.

I diversi materiali e tessiture delle facciate – intonaco, pietra indiana in due diverse finiture alternate tra loro, basamento in porfido a lastre, serramenti in legno e in metallo verniciato, lamiere di rame naturale traforato, parapetti in acciaio verniciato e vetro sabbiato – sono unificati da una palette cromatica nei toni del color argilla, che, insieme al profilo aggettante del tetto a una sola falda, pone in relazione l’edificio con il contesto della città storica, pur senza alcuna citazione diretta dei suoi caratteri stilistici.

In questo senso, il nuovo edificio, più che mimare il linguaggio della città esistente, ne costituisce una rilettura “astratta” che crea una transizione efficace tra il nuovo complesso di porta Nuova e il tessuto edilizio intorno a corso Como.

 

FONTE: www.archiportale.com

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