Putin e gli ecologisti: chiusa la cartiera sul Baikal

9 Luglio 2012

Nuova vittoria degli ecologisti in Russia, dopo quella per la foresta di Khimkhi, fuori Mosca, salvata dai piani di costruzione di un’autostrada. Un impianto di carta e cellulosa era destinato a inquinare il lago Baikal – la principale riserva di acqua dolce al mondo – senza troppi problemi, dopo il placet alla ripresa della produzione concesso all’inizio di quest’anno dal premier Vladimir Putin. E invece oggi il capo del Ministero delle Risorse Naturali e dell’Ambiente Yurij Trutnev annuncia la necessità di chiudere la cartiera. Il ministro ha detto che la decisione di chiudere è accompagnata da molti compromessi, citando problemi sociali ed economici connessi con l’interruzione della produzione nello stabilimento. In effetti non si tratta soltanto di scarichi di cloro e pasta di candeggina nel lago, con il rischio di compromettere il delicato sistema ambientale dalla bellezza incomparabile. Il problema era pure lasciare a casa circa 1500 dipendenti, che già una volta avevano indetto uno sciopero della fame.
Ma pare che ultimamente più della tutela del lavoro, in Russia paghi la vena ecologista. E in vista della campagna elettorale per le presidenziali 2012, anche un leader di acciaio come Putin, può sempre tornare sui suoi passi. Il Baikal è il lago più antico, più puro e più profondo del mondo, con i suoi 1.637 metri (e il 20% dell’acqua dolce disponibile sul Pianeta) che sprofondano negli abissi quanto un oceano. E’ inoltre una delle destinazioni più apprezzate dai naturalisti: la presenza di una fauna incredibile, compresa l’unica foca d’acqua dolce al mondo, la nerpa russa, fa di questo luogo un ecosistema davvero unico.

Fonte: LaStampa

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