Rinnovabili: centrali a energia solare funzioneranno ad acqua

2 Maggio 2011

Le centrali a energia solare del futuro potrebbero usare come “combustibile” la comune acqua, neanche troppo pulita: 3-4 litri potrebbero bastare per soddisfare il fabbisogno quotidiano di un’abitazione con ridotti consumi.
Non si tratta di fantascienza, ma di una nuova tecnica, certamente molto innovativa, sviluppata da Daniel Nocera, professore di chimica al Massachusetts Institute of Technology (MIT), e che lo stesso Nocera sta ora cercando di portare alla fase commerciale tramite una società (SunCatalytix) appositamente costituita. In termini molto semplici, il procedimento utilizza un particolare catalizzatore (costituito da una sorta di ‘foglia’ artificiale di silicio, grande come una carta da poker e ricoperta di cobalto e fosfati) il quale, immerso nell’acqua ed esposto alla luce del sole, innesca una reazione chimica che scinde l’acqua nelle sue componenti idrogeno e ossigeno. Questi ultimi vengono quindi utilizzati per produrre elettricità tramite una pila a combustibile, senza emissioni di anidride carbonica. L’idea di imitare la fotosintesi per ricavare energia dal sole non è nuova: le prime ‘foglie artificiali’ sono state realizzate oltre 10 anni fa, ma erano costruite con materiali rari e costosi, e avevano una limitatissima durata. Invece il nuovo ritrovato di Nocera usa materiali più comuni e poco costoso, come nichel e cobalto, con tempi di durata dell’ordine di 45 ore di fila. La tecnologia sta però ancora muovendo i primi passi ed è quindi prevedibile che durata ed efficienza registreranno ulteriori rilevanti miglioramenti. È importante sottolineare che un colosso industriale come l’indiano Tata Group è convinto delle potenzialità della nuova tecnologia. In particolare nei Paesi della fascia tropicale, dove potrebbe offrire una soluzione alle esigenze energetiche di un’ampia fascia di popolazione non collegata alla rete elettrica: ogni casa potrà avere la sua piccola centrale solare, a basso costo e non più grande di un frigorifero. Con questa visione la società Tata Energy ha concluso un accordo con Daniel Nocera e con il MIT per la realizzazione – entro un anno e mezzo – di un primo prototipo pilota di reattore basato sulla nuova tecnologia.

Fonte: LaStampa

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