Torino, Milano e Padova bocciate per la qualità dell’aria: già superati i limiti 2022

18 Ottobre 2022

Stallo delle auto elettriche in Europa. Cina e Usa si stanno prendendo il mercato

Parliamo di ripresa ma non riusciamo a riprenderci. Dal covid, dal post covid che sembra non finire mai, da una guerra in Europa di cui non si vede via d’uscita. E in questo affanno, sovraccarichi di preoccupazione, non abbiamo spazio mentale per altri problemi. Che però esistono e ora bussano alla porta della nostra attenzione. Ci siamo distratti e il nostro portafoglio è stato prosciugato dalle emergenze lasciando sguarnita la casella del futuro. L’associazione Trasport & Environment ci avverte oggi che c’è uno stallo delle vendite di auto elettriche nell’Unione Europea. “Dopo l’entrata in vigore degli standard per il biennio 2020-2021, che avevano stimolato il mercato dei veicoli elettrici e una conseguente riduzione record delle emissioni medie dei nuovi veicoli (-12% per entrambi gli anni), l’attuale trend segna un pallido -2%”, scrive l’associazione ambientalista. “Questo in conseguenza di un calo del mercato dei veicoli elettrici a batteria (BEV) passati da una quota del 13% nella seconda metà del 2021, all’11% attuale. Contemporaneamente, Cina e Stati Uniti vedono crescere i propri mercati BEV, con le case automobilistiche cinesi che iniziano a prendere piede sul mercato europeo, raggiungendo una quota pari al 5% di tutti i veicoli elettrici a batteria venduti finora quest’anno in UE”.

Dunque, mentre l’Europa rallenta, i competitor accelerano. Nella prima metà del 2022, le vendite di veicoli elettrici in Cina sono schizzate a quasi il 18% del mercato delle auto nuove, mentre la quota di veicoli elettrici negli Stati Uniti è quasi raddoppiata. Per questo Trasport & Environment chiede all’Europa “di confermare rapidamente il fine vendita delle auto endotermiche al 2035 e di dotarsi di una politica industriale all’altezza di quella americana e cinese”. Tra le misure proposte, l’elettrificazione dei nuovi veicoli delle flotte aziendali entro il 2030.

Sostenere i veicoli elettrici servirebbe a difendere la capacità di competizione europea e a raggiungere gli obiettivi di difesa climatica indicati dall’accordo di Parigi del 2015. Ma avrebbe anche un altro importante effetto. Lo sottolinea il rapporto “Mal’aria 2022 edizione autunnale. Verso città mobilità emissioni zero” realizzato da Legambiente. Da gennaio a oggi tre città italiane hanno già superato il limite di legge per gli inquinanti nell’aria. Sono in codice rosso Torino, Milano e Padova: si trovano fuori dai limiti di legge rispettivamente con 69, 54 e 47 giornate di sforamento delle polveri sottili (PM 10). Codice giallo, invece, per Parma (25), Bergamo (23), Roma (23) e Bologna (17) che hanno già consumato la metà dei giorni di sforamento. A seguire, Palermo e Prato (15), Catania e Perugia (11) e Firenze (10).

Inoltre, nota Legambiente, nessuna delle 13 città monitorate nell’ambito della campagna Clean Cities rispetta i valori suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità per le polveri sottili e per il biossido di azoto. Un quadro preoccupante visto che è agli standard dell’Oms che si adeguerà la nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, in corso di revisione entro l’anno: rischiamo nuove procedure d’infrazione e sanzioni economiche pesanti.

Multe a parte, stiamo già pagando con l’aumento del numero di morti da smog. Secondo le ultime stime dell’Agenzia europea ambiente, il 17% dei morti per inquinamento in Europa è italiano (uno su 6). “È un problema gravissimo, che ha causato più vittime della pandemia nell’anno 2020 e 2021”, denuncia il direttore di Legambiente Giorgio Zampetti. “Servono incentivi per favorire la scelta del trasporto pubblico locale e altre forme di mobilità sostenibile e un’accelerazione negli investimenti a sostegno del traporto pubblico locale”.

 

 

Credits: https://www.huffingtonpost.it/dossier/terra/2022/10/17/news/torino_milano_e_padova_bocciate_per_la_qualita_dellaria_gia_superati_i_limiti_2022-10425983/

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