Un risciò ecologico e sociale per le strade bolognesi

23 Luglio 2013

BodyPart-1Si chiama Bi-Bo -Bici Bologna – il progetto che vuole rilanciare una soluzione alternativa ed ecologica per la mobilità: risciò elettrici per spostamenti in città. Lanciato dall’Associazione Primavera Urbana, il progetto dalle tante sfaccettature vuole rilanciare il trasporto pubblico eco-compatibile a Bologna, promuovere la chiusura del centro storico al traffico ma anche promuovere la partecipazione dei cittadini, creando un punto di incontro tra di loro. Bi-Bo inoltre punta sul sociale, cercando di dare nuove opportunità di occupazione per studenti, disoccupati e lavoratori in difficoltà. Lorenzo Alberghini, tra i fondatori di Primavera Urbana, ha raccontato a Rinnovabili.it la nascita del progetto.

Come nasce Bi-Bo?
Il progetto nasce da un gruppo di tre amici che voleva creare un servizio Bici-taxi. Il problema è stato che non sapevamo non fosse legale. In Italia infatti la legge vieta il servizio trasporto bici a pagamento. Un’assurdità considerato che in molti paesi d’Europa e non è assolutamente legale. I primi tempi invece il risciò era usato come servizio di trasporto per persone ad offerta libera. Per non rinunciare al progetto abbiamo pensato di legarlo al turismo: ora il turista potrà usufruire del risciò e pagare il servizio di tour con autoguide mp3 o tablet, senza pagare il trasporto.

Il risciò ecologico sociale e innovativo: com’è fatto?
Questo risciò può portare due passeggeri, con relativi bagagli; è dotato di pedalata assistita da un motore elettrico, ricaricato dal pannello solare applicato sul tettuccio.

Verso quale direzione sta andando quindi il progetto?
Bi-Bo a settembre avrà un’evoluzione: stiamo infatti aspettando la delibera della giunta comunale. Dalla prossima settimana arriverà il secondo risciò, e a settembre dovrebbero cominciare i primi tour turistici. Abbiamo pensato a dei giri tematici per Bologna, quello storico artistico, quello musicale, un percorso mirato per i bambini.

Da chi è finanziato?
L’idea è nata da un autofinanziamento: il primo risciò ci è stato fornito da una ditta tedesca: si tratta di una bici assistita dal valore di 11.400 euro. E’ data poi la possibilità a chiunque lo volesse di sostenere l’acquisto di nuovi mezzi con una donazione volontaria.

Com’è stata accolta l’iniziativa a Bologna, città in cui la cultura del trasporto in bici è già ben radicata?
Bene! Abbiamo iniziato a pedalare in città per mostrare in particolare all’amministrazione comunale che l’iniziativa era ben accolta e piaceva ai bolognesi e ai turisti. Quando il Comune ha organizzato i primi T Days -ogni weekend di domenica la “T” (via Rizzoli, via Indipendenza e via Ugo Bassi) rimane aperta solo a pedoni e biciclette-, abbiamo affittato altri 8 risciò. Avevamo talmente tante persone che ci chiedevano di essere trasportate che i mezzi non bastavano!

 

FONTE: www.rinnovabili.it

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