Ex Casa del Fascio di Massa Marittima – GR. Ipotesi di Riabilitazione strutturale e Adeguamento

Ex Casa del Fascio di Massa Marittima – GR. Ipotesi di Riabilitazione strutturale e Adeguamento

Relatore: Arch. Silvio Van Riel
Correlatore/i: Arch. Paolo Danti – Arch. Bruno Pacciani
Laureando/i: Ivan Rulli
Anno accademico: 2008-2009

Abstract

Il lavoro in oggetto di questa tesi di laurea, si inserisce nel programma del corso di Consolidamento degli Edifici, che comprende le verifiche sismiche degli edifici di interesse pubblico di uso strategico in caso di crisi, previsto dall’OPCM n. 3274 del 20/Marzo/2003. Lo scopo della tesi, in riferimento alla legislatura antisismica dal ’71 al decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 in linea con gli Euro codici, è quello di definire un appropriato modello tridimensionale da inserire in un programma di calcolo, al fine di agevolare le verifiche sismiche. Il modello deve rispecchiare il più fedelmente possibile l’edificio reale, e per assolvere a questo compito ci basiamo su la normativa vigente, attraverso il Testo Unico delle Costruzioni del 20/Marzo/2005, voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e  poi trasformato ulteriormente nel Testo Unico del 14/Gennaio/2008. Testo che riunisce tutte le norme sparse in vari decreti e che prevede una riclassificazione caratteristica degli edifici, e l’obbligo di verifica sismica per tutti gli edifici a carattere strategico, di proprietà pubblica e privata. L’edificio in oggetto essendo nato  ex novo come casa del fascio nel 1939, rientra in quel ventennio di sperimentazione architettonica dove si mescolavano le vecchie metodologie costruttive con le nuove, periodo precedente alle prime normative di prevenzione sismica, di cui la prima è la Legge N. 64 del 2 Febbraio 1974, . Attualmente l’edificio ospita la sede regionale dell’Ufficio delle Entrate della provincia di Grosseto, e questo colloca l’edificio nella categoria ad uso strategico, atto cioè a garantire l’ordine pubblico in caso di crisi, come da testo unico del 14/1/2008. La normativa introduce il concetto di livello di conoscenza, suddiviso in tre sotto livelli: LC1, LC2, LC3, questi individuano degli indici peggiorativi da aggiungere al calcolo della verifica antisismica, che incrementano il valore della forza sismica calcolata di una determinata percentuale ,fino ad un massimo del 40%. L’indice da aggiungere varia a seconda del livello di conoscenza (o confidenza) che si è raggiunto dello stabile in questione tramite: sopralluoghi, rilievi, accurata ricerca storica documentale, e con il minor numero possibile di sondaggi distruttivi dove possibile effettuarli. Questo perché il maggior livello di conoscenza (LC3), ci permette di intervenire in maniera mirata e puntuale sul singolo elemento o macro elemento strutturale che necessita l’intervento, portando un notevole risparmio economico grazie ad un intervento mirato ad eliminare le cause dei dissesti. L’edificio in questione, l’Ex Casa del Fascio di Massa Marittima, ha subito un intervento di restauro e consolidamento nel 1998, che rispetta perfettamente quelle che erano le norme vigenti del periodo (Decreto Ministeriale 16 gennaio 1996), ma disattende le raccomandazioni fatte dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali nella circolare del 18 luglio 1986 in merito agli interventi sul patrimonio monumentale a tipologia specialistica in zone sismiche.  Oltre a raggiungere lo scopo indicato, si indica una proposta di intervento dove necessario per rendere la struttura rispondente alle norme in vigore, ed un adeguamento alle normative sanitarie con l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti, oltre ad una proposta progettuale che prevede la ridistribuzione degli spazi interni.

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