Fornace Lombardi di Ponsacco

Fornace Lombardi di Ponsacco

Relatore: Prof. Arch. Silvio Van Riel
Correlatore/i: Arch. Paolo Dami
Laureando/i: Riccardo Ricci, Chiara Turini
Anno accademico: 2000/2001

Abstract

 

Ponsacco

Premessa

Il manufatto è situato a Ponsacco in provincia di Pisa e sorge in prossimità del centro del paese in un’area di circa 2000 mq delimitata dalla antica strada (oggi di importanza secondaria) che collegava Ponsacco con Pontedera, ossia la via Vecchia di Pontedera, e dal Cascina affluente del fiume Era. Il complesso edilizio, che ha rappresentato una realtà molto importante per l’economia di Ponsacco, si trova attualmente in uno stato di totale abbandono. L’ambito urbano in cui è inserito l’edificio risulta di notevole interesse dato che Ponsacco, attraversato da importanti arterie stradali, mette in comunicazione l’ ”Alta Val d’Era” con le più importanti zone della Toscana.

Il Manufatto: storia

Realizzata intorno al 1915, la “fornace Lombardi” , appartenente alla “Società Anonima di Patrizio Lombardi”, venne costruita in sostituzione della vecchia  “fornace Mattei” che sorgeva sulla stessa area nel punto in cui, attualmente, si trova la casa del custode.

L’area su cui sorge l’edificio presenta una forma allungata che segue da un lato il movimento della strada e dall’altro quello dell’argine del fiume Cascina; vi sono costruiti vari edifici alcuni dei quali sorti insieme alla fornace mentre altri di realizzazione più recente come attestano le mappe catastali consultate all’Archivio di Stato di Pisa.

L’impianto planimetrico e volumetrico dell’edificio principale non ha subito grandi cambiamenti  nel corso del tempo; la fornace è impostata su una pianta rettangolare in cui si inserisce la struttura in laterizio del  “forno Hoffmann”. La simmetria della pianta viene visualizzata anche in alzato sul fronte sud (che corrisponde alla facciata principale dell’edificio) caratterizzato da numerose aperture simmetriche e squadrate; diverso è il discorso per  gli altri lati dell’edificio che hanno subito, nel corso degli anni, numerosi cambiamenti testimoniati dalle arcate tamponate oppure da nuove aperture ricavate nella muratura originaria. Internamente sono stati fatti  alcuni interventi testimoniati dalle travi in acciaio che sorreggono il solaio in legno del primo piano, dagli interventi di consolidamento delle travi in legno sul lato est della fornace, dalla struttura in cemento armato, impostato su travi in acciaio, del secondo piano. Il forno possiede una pianta ellittica caratterizzata da una lunga galleria continua con volta a botte cui si accede attraverso 16 aperture. Sul lato est,  appoggiate al forno, esistono due rampe che portano alla parte superiore del forno dove si trovano una serie di bocchette e canali attraverso cui  venivano regolate dai fuochisti l’aria e la fiamma all’interno del forno. Ai lati di questo spazio centrale, sopra il solaio in legno, venivano posti  gli “incastellamenti”  ossia le strutture in legno che fungevano da essiccatoi per i manufatti della fornace.

Il P.R.G. del Comune di Ponsacco prevede il progetto di recupero dell’area suddetta sebbene, in realtà, tutto l’impianto rischi di scomparire per sempre portando con sé una parte della memoria storica del luogo.

Storia della città

Ponsacco ha origini antichissime testimoniate dal suo impianto urbanistico che ricorda il “castrum romanum”. La sua denominazione è legata all’antico ponte posto sul fiume Cascina già citato all’interno di una pergamena risalente al 1197 e scritta da Bonaventura d’Appiano; in effetti Ponsacco sembra derivare dalla fusione di “Pons Sacci” ovvero “Ponte di Sacco” che, probabilmente, era la persona che aveva costruito il ponte oppure che lo custodiva riscuotendo il pedaggio di coloro che, attraversando il fiume, proseguivano per Volterra lungo la via Salaiola. Il primo nucleo abitativo del paese può essere identificato con il “castello di ponte di Sacco” di cui abbiamo notizie risalenti al 1366; sin dalla sua origine Ponsacco ebbe, soprattutto, un’importanza strategica grazie alla sua posizione geografica ed al fatto di trovarsi al confine dei territori delle Repubbliche di Pisa e Firenze delle quali, il castello, fece parte a fasi alterne sino alla formazione, nel 1637,  del Marchesato di Camugliano, grazie all’accordo tra Ferdinando II de’Medici ed il marchese Filippo Niccolini, di cui resta a testimonianza la bellissima villa all’interno dell’omonima tenuta. La storia di Ponsacco, in seguito, si disloca attraverso il Granducato e la Monarchia sino ad arrivare ai primi anni del ‘900 quando iniziarono a delinearsi le prime attività economiche che, successivamente, fecero la fortuna del paese l’industria dei laterizi e, soprattutto, quella del mobile che, ancora oggi, rimane una delle principali fonti di reddito per gli abitanti del paese.

L’intervento

Il consolidamento della “Fornace Lombardi” nasce dall’esigenza di dotare il paese di Ponsacco di uno spazio a servizio della collettività che, oltre ad essere testimonianza delle memorie storico-economiche del paese, permetta di usufruire di locali adibiti a mostre estemporanee od altre attività culturali e spazi esterni a verde pubblico attrezzato di cui, attualmente, il paese è molto carente.
Il progetto proposto è scaturito da precise riflessioni legate sia ad una scelta tecnologica di recupero altamente conservativo che a motivazioni prettamente economiche e poste in relazione alle necessità di un centro abitato piccolo anche se in continua espansione.

Linee guida del progetto

L’ impianto distributivo originario della struttura in cui si producevano i laterizi ha mantenuto, nel nuovo progetto, la sua logica funzionale. I prospetti dell’edificio sono intonacati ed imbiancati con il colore originario; inoltre sono stati evidenziati gli elementi ad arco richiamanti gli elementi strutturali e le aperture originarie. L’ interno della struttura, invece, è caratterizzato dal colore rosso mattone delle pareti perimetrali, della struttura del “forno” e del cotto del pavimento. A questo materiale sono stati affiancati gli elementi in acciaio delle ringhiere, il vetro e ferro delle aperture ed il legno delle strutture. Gli accessi principali all’edificio sono individuati dalle aperture laterali del prospetto sud che evidenziano, anche esternamente, il percorso del museo; la grande apertura centrale è provvista di una vetrata ferro-vetro che, oltre a permettere il filtraggio di luce, dà la possibilità di visualizzare il “forno Hoffmann” dalla piazza antistante l’edificio. Al piano terra è prevista l’esposizione permanente di reperti e documenti della storia socio-economica di Ponsacco; il percorso si sviluppa, in senso antiorario, lungo le gallerie laterali dell’edificio ed all’interno del “forno”. All’ ingresso principale è posto un piccolo locale, destinato all’accoglienza, all’informazione e all’ indirizzamento dell’utenza, ricavato dalla vecchia sala macchine. La luce naturale filtra attraverso le aperture dei lati est, nord ed ovest che fungono anche da uscite di sicurezza. Tutto il piano terra è stato pavimentato in cotto ( con mattonelle 30×30 cm ) in modo da richiamare il laterizio caratterizzante tutto l’interno del manufatto. Lo spazio al primo piano, al quale si accede per mezzo delle due rampe esistenti ( di cui è stata mantenuta la struttura e la pavimentazione in cotto e legno ) è riservato alle esposizioni estemporanee per le quali può essere utilizzato lo spazio laterale e quello centrale, corrispondente con la  parte superiore del forno. Il solaio del primo piano ( pavimentato in cotto  con mattonelle 30×30 cm disposte come quelle del piano terra ) è staccato dalla struttura del “forno Hoffmann”; questo accorgimento permette di visualizzare il piano sottostante. La parte centrale è collegata al solaio sul lato sinistro del manufatto e si differenzia grazie alla pavimentazione di diverse dimensioni e disposizione ( sono state utilizzate mattonelle in cotto 20×20 cm ); tutto il perimetro del forno è stato delimitato da una ringhiera in acciaio dalla quale si può vedere il piano sottostante. In questo spazio centrale sono stati mantenuti gli elementi preesistenti, che ci sono serviti anche per caratterizzare progetto di allestimento dello spazio espositivo, ovvero le colonne non portanti in laterizio, che sorreggevano la soletta in c.a. utilizzata per gli “incastellamenti”, le valvole e le bocchette di uscita dei gas della combustione, i canali di aerazione del forno ( all’interno dei quali sono stati creati dei punti luce che segnano visivamente il percorso delle esposizioni ) e gli inserti in cemento utilizzati come percorso dagli operai che lavoravano nella fornace. Il primo piano si presenta come un ambiente di grande respiro e luminosità differenziandosi notevolmente dal piano terra dove è stato ricreato uno spazio particolare e suggestivo grazie anche ai locali interni del vecchio forno. Nello spazio a nord-ovest del corpo di fabbrica, attualmente occupato dal montacarichi, sono stati previsti i locali di servizio igienico, distinti tra uomini, donne e disabili, oltre allo spazio per l’ascensore. I locali centrale termica, gruppo di raffrescamento ed elettrogeno troveranno posto in uno spazio esterno al corpo di fabbrica principale.

Il consolidamento

Dal punto di vista tecnologico-strutturale abbiamo voluto seguire la linea di reimpiegare quanto possibile i materiali e gli elementi esistenti cercando di adottare certi accorgimenti di risanamento e di rinforzo evitando di mascherare le necessarie opere di sostituzione. L’intervento si caratterizza per l’elevato grado di conservazione della sostanza materica di cui è costituita la struttura. Ogni elemento costitutivo è stato consolidato, riparato, protetto ed affiancato a specifici elementi di rinforzo e sostituito solamente in alcuni casi come la copertura ed il solaio del primo piano. Inoltre abbiamo anche operato sulle fondazioni in pietra creando esternamente un piccolo cordolo in c.a. necessario per collegare le murature. Il materiale strutturale privilegiato è il legno dato che mantiene la propria identità nel collegamento alle murature portanti in laterizio. L’intervento di consolidamento proposto ha cercato, quindi, di inserirsi con una certa sobrietà sull’immagine originaria dell’edificio. Per quanto riguarda le caratteristiche costruttive, l’intervento dovrà garantire un elevato grado di sicurezza e di qualità ambientale per gli utenti. Questi obiettivi saranno raggiungibili sia attraverso un’accurata scelta dei materiali e dei componenti sia attraverso un’attenta esecuzione dei lavori.

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