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(titolo, relatore, laureando)

Ex Macello Pubblico a Castel San Pietro Terme (BO). Ipotesi di Consolidamento ed Adattamento a Biblioteca
Relatore: Prof. Arch. Silvio Van Riel
Correlatore/i: Arch. Iader Carlini, Arch. Enrico Sabatini
Laureando/i: Luca Amadesi, Maria Brunetti
Anno accademico: 1999/2000
Prospetto

Premessa

Il manufatto è situato a Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna e sorge a ridosso del centro storico Castellano in un area delimitata da importanti assi stradali che distribuiscono il più caotico traffico cittadino. Fiancheggiato sul lato Est dalla Via Scania, nodo di collegamento tra la vecchia città e la più recente espansione urbana, il complesso edilizio che ha il fronte principale sulla Via Marconi, allo stato attuale viene in parte utilizzato come deposito per mezzi ed attrezzature del Comune di Castello. L’ambito urbano ove sorge il manufatto risulta di notevole interesse sia sotto l’aspetto edilizio che localizzativo; risulta infatti da testimonianze storiche lo stretto legame tra i cittadini e questa porzione di territorio che ha segnato la linea guida di sviluppo urbano in espansione verso la città di Bologna. Nota di rilievo è il disarticolato equilibrio creatosi a seguito di interventi edilizi realizzati in assenza di una pianificazione territoriale idonea, che hanno determinato una pluralità di segni e simboli in costante contrasto.Politiche disattente hanno inoltre abbandonato il fabbricato al naturale degrado in cui oggi si trova, sono infatti irrilevanti gli interventi a “tampone” che hanno consentito solo il parziale ed incongruo utilizzo, reso anche pericoloso in virtù del precario stato di conservazione. Va comunque ricordato il grande impegno profuso dall’ ing. Petrolini dirigente comunale fino al 1995 che attraverso varie proposte progettuali aveva inteso valorizzare il manufatto di che trattasi. In questo contesto si inserisce il fabbricato oggetto di intervento che costituisce un elemento rappresentativo importante ed un segno storico degno di attenzione anche in relazione a quanto sopra espresso.

Il Manufatto: storia

Realizzato nei primi anni del 900” dall’Ing. G. Ballatroni, l’allora Capo dell’Ufficio di Edilità Municipale, il pubblico Macello a servizio di Castel San Pietro dell’Emilia si presentava con impianto planimetrico e volumetrico diversi dallo stato attuale, il progetto originario infatti prevedeva un impianto a pianta rettangolare con un elemento in aggetto frontale che identificava l’ingresso ed ospitava due locali disposti frontalmente adibiti rispettivamente ad ufficio custode e veterinario, prospicienti un cortile interno circoscritto dai corpi di fabbrica che ospitavano i locali per la macellazione, lo stazionamento degli animali, oltre a piccoli vani destinati a servizi e locali tecnici.

Successivi interventi hanno modificato l’impianto originario ed allo stato attuale l’edificio si presenta con il fronte principale più ampio e su due livelli (intervento peraltro già realizzato nel corso della primo impianto) mentre gli ampliamenti delle ali Sud lungo la Via Scania (tracce di riscontro si possono rilevare dalla documentazione catastale risalenti al 1946) e Nord più recente, hanno dato origine alla conformazione attuale.

Di recente e difficile datazione certa sono alcune superfetazioni variamente distribuite attualmente in precario stato conservativo e di nessun valore architettonico. A pianta irregolare “l’Ex Macello Pubblico” si compone di un corpo edilizio principale su due livelli ove originariamente alloggiavano gli uffici e l’ingresso principale collegato ad un area aperta interna racchiusa da altri elementi edilizi disposti a C ove stazionavano gli animali prima della macellazione.
Fronteggiato da una modesta area a verde pubblico il terreno di pertinenza ha una estensione di circa mq.2000 mentre il piano terra occupa una superficie in pianta di circa mq.850. Allo stato attuale risulta difficile immaginare il panorama urbano che circondava l’edificio originario, ma da una attenta analisi delle planimetrie storiche della città risulta evidente come il fabbricato all’epoca della sua costruzione fosse circondato da ampi spazi verdi privi di qualsiasi edificazione idoneo quindi per caratteristiche ed ubicazione alla funzione originaria. Oggi il nuovo contesto suggerisce alternative d’uso più che mai opportune in quanto attraverso il recupero del fabbricato si possono garantire ulteriori spazi pubblici salvaguardando il patrimonio edilizio del territorio.

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